La Madonna della Cornabusa

                                                 Giuseppe Zois
 

 
l'autore del libro
Giuseppe Zois


archivio fotografico di
Dante Frosio







Stampato nel 1998 

 
 

 

  LA MADONNA DELLA CORNABUSA
Giuseppe Zois

Giornalista, viaggiatore senza passaporto, narratore di persone e vite vissute. Giuseppe Zois,Giuseppe Zois
che ha metà delle sue radici nella terra d’Imagna, ai piedi del Resegone, ha un puntodi riferimento solido, come tutti i valdimagnini ed è una certezza rocciosa: il santuario della Madonna della Cornabusa. Non c’è valdimagnino che non abbia nel cuore questa Addolorata e nel portafoglio un’immagine della Madonna che è nell’affetto di tutti gli abitanti di questa valle, della cui bellezza si innamorò uno che se intendeva, come l’abate Antonio Stoppani, l’autore del “Bel Paese”.
Negli oltre cinquanta libri di cui è autore Giuseppe Zois, ce ne sono due dedicati a questo santuario:

“La Madonna della Cornabusa”
e “Cuore della roccia”, uscito per sottolineare i cent’anni dell’Incoronazione della statua. Un altro è in uscita con la San Paolo: “Segni della terra”, che si ritrovano nei santuari e accompagnano i pellegrini e dei pellegrinaggi, a partire da quello della Cornabusa (sono venti: acqua, luce, legno, fuoco, cielo, notte, dolore, silenzio, speranza...). Nelle pagine di Zois si rivisitano la storia e la fede di cui è custode quella “corna”, quindi quella “roccia”, bucata dalla natura stessa, in cui è nata e si rinnova da oltre sei secoli una devozione radicatissima.
Non c’è contrada della valle dove non ci sia un’immagine della statua della Madonna della Cornabusa, di pregevole artigianato toscano, giunta fino in questa remota “conca di smeraldo” chissà come e chissà quando e poi finita in una basilica unica, interamente naturale, fatta da Dio stesso per la Madre di Gesù.
L’effigie della Madonna Addolorata fu portata alla Cornabusa durante le guerre tra Guerfi e Ghibellini dal 1296 al 1400. Qui è rimasta e qui sono avvenuti prodigi, grazie rivelate e grazie tenute nel cuore di chi le ha ricevute. L’evento che ha bucato i secoli è la straordinaria guarigione ai piedi della statua della Cornabusa di una pastorella sordomuta di Bedulita.
Giuseppe Zois ha voluto ripercorrere con taglio giornalistico, momenti, storia, vicende, volti legati a questo santuario: e il più famoso dei tempi recenti è quello di Papa Giovanni XXIII, originario della Valle, che a più riprese salì alla Grotta, da seminarista, da giovane prete, da segretario del vescovo Radini Tedeschi e poi su su, fino a quand’era Patriarca di Venezia, nel ferragosto del 1958, in occasione dei 50 anni dell’Incoronazione della statua della Vergine. Il 28 di ottobre di quello stesso anno Angelo Giuseppe Roncalli fu eletto Papa, successore di Pio XII, il Pontefice del Concilio e della Pacem in terris. Il nuovo libro di Giuseppe Zois, “Cuore della roccia”, scritto in collaborazione con la giornalista Laura Di Teodoro, è un viaggio con taglio agile in sette secoli di Cornabusa, il cuore della roccia e di tutta la Valle Imagna.
Direttore di riviste, giornali e testate radiofoniche in Italia e in Svizzera, Giuseppe Zois ora è editorialista di settimanali e mensili e dirige collane editoriali. Tra i titoli più recenti di cui è autore, si ricordano: “Abbasso Pinocchio” (con don Antonio Mazzi per la Mondadori), “Un rischio chiamato famiglia” (edizioni Pezzoli), “Dove abitano le emozioni” con Mario Botta e Paolo Crepet (Edizioni Einaudi).

Anna Carissoni

chiudi  pagina