Raccolta fotografica                   

 "foto Frosio - Valle Imagna - BG

 

Mostra fotografica
Dante Frosio
poeta dell'immagine

Dante Frosio

Proloco di Costa Valle Imagna
apertura tutto luglio

Foto Frosio valle Imagna
info: 3393988591


 

Vescovo Roncalli         Vescovo Roncalli         Vescovo Roncalli
 

  B.V. Madonna della Cornabusa
B.V. della Cornabusa
  Vescovo Roncalli
Vescovo
 
cartolina Papa Giovanni XXIII
 
Papa Giovanni XXIII

 

   Con la foto nel cuore

Era l’anima della valle Imagna, e di questa terra di vecchi paesi, di cascine isolate e di montagne il fotografo Dante Frosio per decenni ha raccontato la vita. Ed ora le sue immagini sono testimonianze insostituibili di un mondo scomparso

  Il volume        


Nel volume sono presentate alcune delle più significative immagini del reportage che Dante Frosio realizzò alla Cornabusa e nella parrocchiale di Cepino dal 10 al 18 agosto 1958, in occasione delle solenni celebrazioni (che durarono un'intera settimana) per il cinquantenario dell'incoronazione del simulacro della Madonna Addolorata sul monte. Non si tratta di un reportage realizzato "su commissione": l'autore, seguendo un certo intuito professionale e senza reprimere la propria vena spirituale, sua sponte volle documentare tutti i principali appuntamenti di quella circostanza. Egli consegnò così alla storia le processioni, le persone che vi hanno partecipato, i semplici religiosi con gli alti prelati, le cerimonie e gli incontri, gli spostamenti,… insomma tutti gli ambienti, gli uomini, le azioni del momento.
Sotto il profilo dei contenuti, sono almeno tre gli elementi, che, come una utile guida, possono facilitare la lettura del libro: essi riescono a dare, per così dire, un senso compiuto alla raccolta fotografica, presentandola in tutta la sua verità e "originalità".
Il volume narra, attraverso il racconto per immagini, la storia del Santuario della Cornabusa: dal 1908, con l'incoronazione del simulacro della Madonna (in quella lontana circostanza era già presente il giovane prete don Angelo Giuseppe Roncalli, allora segretario del vescovo di Bergamo Giacomo Maria Radini Tedeschi), sino al 1958, con l'inaugurazione dei lavori di adeguamento della grotta. Alcune immagini documentano l'antro nella versione originaria, certamente più piccolo, con la chiesetta interna e il vistoso muro di cinta all'ingresso, custodito da due grossi angeli di pietra proteggenti. Altre fotografie ritraggono operai e operaie, soprattutto volontari (bambini e anziani), durante i lavori di sistemazione del Santuario: gli stessi sacerdoti che non lesinavano certo prestazioni di tipo manuale.
Il libro rappresenta anche una inequivocabile testimonianza di religiosità del popolo di Valle Imagna, che si manifestava soprattutto nelle celebrazioni solenni, nelle processioni con le statue della Madonna e dei Santi, nelle frequenti visite di gruppi di persone al Santuario nella grotta sul monte, dove c'era sempre almeno un sacerdote (tra i numerosi che la valle ha "sfornato" per decenni, anzi secoli) disposto ad ascoltare e confessare. Le immagini di Frosio riportano azioni e comportamenti che appartengono alla storia sociale e religiosa delle popolazioni valligiane e sono bene riconoscibili nelle espressioni di fede partecipata che traspare dai volti dei vari protagonisti che il fotografo ha fissato sulla carta e consegnato per sempre alla storia. Sono volti di persone semplici, donne e uomini, anziani e giovani che vivevano con poco: anzi, per campare, molti di loro erano costretti ad emigrare, senza però dimenticarsi, prima di partire a marzo e appena arrivati a novembre, di salire alla Cornabusa per confessarsi, invocare la protezione divina e ringraziare la Madonna per la buona annata o lo scampato pericolo.
La Valle Imagna che viene presentata nel volume è quella eloquentemente narrata da don Cesare Carminati (nel 1922 e poi nel 1958) e, prima ancora, da don Luigi Locatelli, i cui due volumi storici sono stati recentemente ristampati in forma anastatica dal Centro Studi Valle Imagna, nell'ambito della collana Memorie della valle. Dante Frosio, il fotografo-poeta dell'Imagna, ha documentato questo mondo con immagini di un contesto socio-religioso che pare già molto lontano…
Il terzo elemento di spicco che rende singolare questo volume è la presenza del cardinale Angelo Giuseppe Roncalli, allora patriarca di Venezia, ritratto in momenti diversi alla Cornabusa e nella parrocchiale di Cepino, dove si era recato per rinnovare la sua devozione alla Madonna Addolorata. In quella circostanza al cardinale Roncalli era stato riservato l'incarico di chiudere la settimana di celebrazioni.
Egli era arrivato a Cepino sabato 16 agosto ed era ripartito dalla Cornabusa lunedì 18 agosto, due giorni dopo. Durante quelle giornate Egli parlò al popolo della Valle Imagna e "avendo notato i preparativi e l'entusiasmo della gente, si congratulò coi Valdimagnini chiamandoli: "Figli degni dei loro padri". Il Santuario della Cornabusa venne chiamato il Santuario del Papa Roncalli, per il fatto che vi era attaccato da motivi di pietà; frequenti sono state le sue visite al Santuario nei periodi di libertà dai suoi numerosi impegni ecclesiastici; Lui stesso ebbe più volte a dichiarare che i Suoi Antenati avevano origine dalla Valle Imagna" (Estratto dal Liber Chronicus della parrocchia di San Bernardino in Cepino per gli anni 1954-1958).
Dopo quella data Egli non fece più ritorno in Valle Imagna. Solo due mesi dopo, infatti, il cardinale Roncalli fu elevato al Soglio di San Pietro, con l'augusto nome di Giovanni XXIII.
Le numerose fotografie presentate nel volume ritraggono il patriarca Roncalli con la popolazione di Valle Imagna, gli esponenti politici più rappresentativi, il clero locale. Le immagini più significative, però, sono quelle dove Egli è assorto, come isolato dal contesto e dalla moltitudine, già rapito nella meditazione e nella preghiera. Ne esce l'immagine di un uomo tanto esigente e rigoroso nei confronti di se stesso, quanto aperto all'incontro e disponibile nei confronti degli altri.

Dal punto di vista del progetto editoriale, questo volume si pone in linea con i precedenti della stessa collana, giacchè sono riproposte tutte le caratteristiche tecnico-strutturali e grafico-compositive sinora acquisite, dal formato (28 x 28 centimetri) al colore delle immagini (in bicromia con verniciatura opaca), dalla copertina cartonata in tela alla sovracoperta colore argento plastificata opaca. Delle 160 pagine complessive del volume, le prime venti circa sono riservate al saggio di presentazione del volume a firma dell'arcivescovo Loris Francesco Capovilla (Lettera confidenziale agli Amici della Cornabusa), già segretario particolare di Papa Giovanni XXIII, cui seguono due interessanti contributi, il primo a firma di mons. Antonio Pesenti (Alla Cornabusa il nostro popolo scoprì l'intimità della preghiera del Beato Giovanni XXIII), mentre l'altro è del sacerdote Carlo Seno (Il cardinale Angelo Giuseppe Roncalli al Santuario della Madonna della Cornabusa nell'agosto 1958), il quale in quella circostanza accompagnò da Venezia il Patriarca alla Cornabusa. Infine un articolato apparato didascalico, posto a fianco delle fotografie in miniatura riproposte per un quadro d'insieme, offrono una facile lettura degli eventi e dei personaggi per quanti hanno oggi, a distanza di quasi cinquant'anni, comprensibili difficoltà di orientamento.


 








la grotta #1   la grotta #2   la grotta #3

 

   L'autore

Dante Frosio (1922-1985), l'autore del reportage fotografico, è l'ultimo di dodici fratelli di una famiglia contadina dell'alta Valle Imagna, con il padre dedito anche al piccolo commercio. Egli incomincia a fotografare sin da ragazzo, grazie ad una prima piccola macchina fotografica regalatagli dal farmacista della valle, che aveva il suo dispensario nella contrada Felìsa (ora in comune di Sant'Omobono Imagna). Sulle orme di altri due importanti fotografi della valle, Giuseppe Arrigoni di Locatello e Battista Mazzoleni di Mazzoleni che lo hanno preceduto, Dante Frosio non si è limitato ad eseguire le foto di rito, ma ha saputo fissare nell'immagine i cambiamenti che la valle stava subendo, documentando scorci e paesaggi, azioni e personaggi tipici, feste e tradizioni di un mondo che stava scomparendo per sempre. Alla macchina fotografica, che sapeva utilizzare con indubbio mestiere, alternava il lavoro nel bar di famiglia, l'impegno in municipio per allargare i confini della sua valle e farla conoscere all'esterno, la collaborazione con la stampa cittadina, per la quale svolgeva la funzione di corrispondente, con immagini e testi. Il suo archivio, oggi curato e ampliato dai figli Stefano e Damiano, vanta decine di migliaia di immagini della valle e dei suoi abitanti, dal secondo dopoguerra sino ai più recenti anni Ottanta, con numerosi servizi che raccontano, attraverso reportage di matrimoni, prime comunioni, funerali,… la dimensione sociale e personale, culturale e spirituale del mondo valligiano. Uno dei suoi servizi più importanti è certamente stato quello che oggi viene proposto in questo volume, concernente la visita del cardinale Angelo Giuseppe Roncalli al santuario della Madonna della Cornabusa nell'agosto 1958. Una di quelle fotografie ritrae il cardinale Roncalli in preghiera nella grotta della Cornabusa: quell'immagine ha fatto il giro del mondo ed ha occupato numerose copertine (compresa quella di questo volume di foto-impressioni) di libri e riviste. Dante Frosio è da molti ancora ricordato con la sua moto, il fedele cagnolino, il grande cappello a larghe tese e un obiettivo sempre pronto a scattare.

   
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