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Con la foto nel cuore
Era l’anima
della valle Imagna, e di questa terra di vecchi paesi, di cascine
isolate e di montagne il fotografo Dante Frosio per decenni ha
raccontato la vita. Ed ora le sue immagini sono testimonianze
insostituibili di un mondo scomparso
Il volume

Nel volume sono presentate alcune delle più significative
immagini del reportage che Dante Frosio realizzò alla Cornabusa e nella
parrocchiale di Cepino dal 10 al 18 agosto 1958, in occasione delle
solenni celebrazioni (che durarono un'intera settimana) per il
cinquantenario dell'incoronazione del simulacro della Madonna Addolorata
sul monte. Non si tratta di un reportage realizzato "su commissione":
l'autore, seguendo un certo intuito professionale e senza reprimere la
propria vena spirituale, sua sponte volle documentare tutti i principali
appuntamenti di quella circostanza. Egli consegnò così alla storia le
processioni, le persone che vi hanno partecipato, i semplici religiosi
con gli alti prelati, le cerimonie e gli incontri, gli spostamenti,…
insomma tutti gli ambienti, gli uomini, le azioni del momento.
Sotto il profilo dei contenuti, sono almeno tre gli elementi, che, come
una utile guida, possono facilitare la lettura del libro: essi riescono
a dare, per così dire, un senso compiuto alla raccolta fotografica,
presentandola in tutta la sua verità e "originalità".
Il volume narra, attraverso il racconto per immagini, la storia del
Santuario della Cornabusa: dal 1908, con l'incoronazione del simulacro
della Madonna (in quella lontana circostanza era già presente il giovane
prete don Angelo Giuseppe Roncalli, allora segretario del vescovo di
Bergamo Giacomo Maria Radini Tedeschi), sino al 1958, con
l'inaugurazione dei lavori di adeguamento della grotta. Alcune immagini
documentano l'antro nella versione originaria, certamente più piccolo,
con la chiesetta interna e il vistoso muro di cinta all'ingresso,
custodito da due grossi angeli di pietra proteggenti. Altre fotografie
ritraggono operai e operaie, soprattutto volontari (bambini e anziani),
durante i lavori di sistemazione del Santuario: gli stessi sacerdoti che
non lesinavano certo prestazioni di tipo manuale.
Il libro rappresenta anche una inequivocabile testimonianza di
religiosità del popolo di Valle Imagna, che si manifestava soprattutto
nelle celebrazioni solenni, nelle processioni con le statue della
Madonna e dei Santi, nelle frequenti visite di gruppi di persone al
Santuario nella grotta sul monte, dove c'era sempre almeno un sacerdote
(tra i numerosi che la valle ha "sfornato" per decenni, anzi secoli)
disposto ad ascoltare e confessare. Le immagini di Frosio riportano
azioni e comportamenti che appartengono alla storia sociale e religiosa
delle popolazioni valligiane e sono bene riconoscibili nelle espressioni
di fede partecipata che traspare dai volti dei vari protagonisti che il
fotografo ha fissato sulla carta e consegnato per sempre alla storia.
Sono volti di persone semplici, donne e uomini, anziani e giovani che
vivevano con poco: anzi, per campare, molti di loro erano costretti ad
emigrare, senza però dimenticarsi, prima di partire a marzo e appena
arrivati a novembre, di salire alla Cornabusa per confessarsi, invocare
la protezione divina e ringraziare la Madonna per la buona annata o lo
scampato pericolo.
La Valle Imagna che viene presentata nel volume è quella eloquentemente
narrata da don Cesare Carminati (nel 1922 e poi nel 1958) e, prima
ancora, da don Luigi Locatelli, i cui due volumi storici sono stati
recentemente ristampati in forma anastatica dal Centro Studi Valle
Imagna, nell'ambito della collana Memorie della valle. Dante Frosio, il
fotografo-poeta dell'Imagna, ha documentato questo mondo con immagini di
un contesto socio-religioso che pare già molto lontano…
Il terzo elemento di spicco che rende singolare questo volume è la
presenza del cardinale Angelo Giuseppe Roncalli, allora patriarca di
Venezia, ritratto in momenti diversi alla Cornabusa e nella parrocchiale
di Cepino, dove si era recato per rinnovare la sua devozione alla
Madonna Addolorata. In quella circostanza al cardinale Roncalli era
stato riservato l'incarico di chiudere la settimana di celebrazioni.
Egli era arrivato a Cepino sabato 16 agosto ed era ripartito dalla
Cornabusa lunedì 18 agosto, due giorni dopo. Durante quelle giornate
Egli parlò al popolo della Valle Imagna e "avendo notato i preparativi e
l'entusiasmo della gente, si congratulò coi Valdimagnini chiamandoli:
"Figli degni dei loro padri". Il Santuario della Cornabusa venne
chiamato il Santuario del Papa Roncalli, per il fatto che vi era
attaccato da motivi di pietà; frequenti sono state le sue visite al
Santuario nei periodi di libertà dai suoi numerosi impegni
ecclesiastici; Lui stesso ebbe più volte a dichiarare che i Suoi
Antenati avevano origine dalla Valle Imagna" (Estratto dal Liber
Chronicus della parrocchia di San Bernardino in Cepino per gli anni
1954-1958).
Dopo quella data Egli non fece più ritorno in Valle Imagna. Solo due
mesi dopo, infatti, il cardinale Roncalli fu elevato al Soglio di San
Pietro, con l'augusto nome di Giovanni XXIII.
Le numerose fotografie presentate nel volume ritraggono il patriarca
Roncalli con la popolazione di Valle Imagna, gli esponenti politici più
rappresentativi, il clero locale. Le immagini più significative, però,
sono quelle dove Egli è assorto, come isolato dal contesto e dalla
moltitudine, già rapito nella meditazione e nella preghiera. Ne esce
l'immagine di un uomo tanto esigente e rigoroso nei confronti di se
stesso, quanto aperto all'incontro e disponibile nei confronti degli
altri.
Dal punto di vista del progetto editoriale, questo volume si pone in
linea con i precedenti della stessa collana, giacchè sono riproposte
tutte le caratteristiche tecnico-strutturali e grafico-compositive
sinora acquisite, dal formato (28 x 28 centimetri) al colore delle
immagini (in bicromia con verniciatura opaca), dalla copertina cartonata
in tela alla sovracoperta colore argento plastificata opaca. Delle 160
pagine complessive del volume, le prime venti circa sono riservate al
saggio di presentazione del volume a firma dell'arcivescovo Loris
Francesco Capovilla (Lettera confidenziale agli Amici della Cornabusa),
già segretario particolare di Papa Giovanni XXIII, cui seguono due
interessanti contributi, il primo a firma di mons. Antonio Pesenti (Alla
Cornabusa il nostro popolo scoprì l'intimità della preghiera del Beato
Giovanni XXIII), mentre l'altro è del sacerdote Carlo Seno (Il cardinale
Angelo Giuseppe Roncalli al Santuario della Madonna della Cornabusa
nell'agosto 1958), il quale in quella circostanza accompagnò da Venezia
il Patriarca alla Cornabusa. Infine un articolato apparato didascalico,
posto a fianco delle fotografie in miniatura riproposte per un quadro
d'insieme, offrono una facile lettura degli eventi e dei personaggi per
quanti hanno oggi, a distanza di quasi cinquant'anni, comprensibili
difficoltà di orientamento.

la grotta #1
la grotta #2
la grotta #3
L'autore

Dante Frosio (1922-1985), l'autore del reportage fotografico,
è l'ultimo di dodici fratelli di una famiglia contadina dell'alta Valle Imagna,
con il padre dedito anche al piccolo commercio. Egli incomincia a fotografare
sin da ragazzo, grazie ad una prima piccola macchina fotografica regalatagli dal
farmacista della valle, che aveva il suo dispensario nella contrada Felìsa (ora
in comune di Sant'Omobono Imagna). Sulle orme di altri due importanti fotografi
della valle, Giuseppe Arrigoni di Locatello e Battista Mazzoleni di Mazzoleni
che lo hanno preceduto, Dante Frosio non si è limitato ad eseguire le foto di
rito, ma ha saputo fissare nell'immagine i cambiamenti che la valle stava
subendo, documentando scorci e paesaggi, azioni e personaggi tipici, feste e
tradizioni di un mondo che stava scomparendo per sempre. Alla macchina
fotografica, che sapeva utilizzare con indubbio mestiere, alternava il lavoro
nel bar di famiglia, l'impegno in municipio per allargare i confini della sua
valle e farla conoscere all'esterno, la collaborazione con la stampa cittadina,
per la quale svolgeva la funzione di corrispondente, con immagini e testi. Il
suo archivio, oggi curato e ampliato dai figli Stefano e Damiano, vanta decine
di migliaia di immagini della valle e dei suoi abitanti, dal secondo dopoguerra
sino ai più recenti anni Ottanta, con numerosi servizi che raccontano,
attraverso reportage di matrimoni, prime comunioni, funerali,… la dimensione
sociale e personale, culturale e spirituale del mondo valligiano. Uno dei suoi
servizi più importanti è certamente stato quello che oggi viene proposto in
questo volume, concernente la visita del cardinale Angelo Giuseppe Roncalli al
santuario della Madonna della Cornabusa nell'agosto 1958. Una di quelle
fotografie ritrae il cardinale Roncalli in preghiera nella grotta della
Cornabusa: quell'immagine ha fatto il giro del mondo ed ha occupato numerose
copertine (compresa quella di questo volume di foto-impressioni) di libri e
riviste. Dante Frosio è da molti ancora ricordato con la sua moto, il fedele
cagnolino, il grande cappello a larghe tese e un obiettivo sempre pronto a
scattare.
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